Politica e Cittadinanza Attiva a Casteldaccia

L’antimafia, al di là delle parate

Ieri sera suggestivo finale del trentennale della marcia antimafia, con il concerto di Rosellina Guzzo (vedi un suo video e il myspace) in collaborazione con l’artista Stefania Bruno, organizzato dal comitato Vivere Casteldaccia.

Un evento emozionante e intenso per chiudere una manifestazione che ha animato il territorio per molti giorni, coinvolgendo i soggetti locali a dibattiti pubblici, incontri e discussioni sulla storia locale della mafia, vissuta negli anni ottanta, ovvero il racconto dei tempi del (tristemente) famoso “triangolo della morte”.

Ma poco si è parlato della mafia, e dell’atteggiamento mafioso, attuale.
Dei collegamenti tra mafia, politica e istituzioni – per esempio delle ingerenze oscure negli uffici tecnici – dei quali tutti subiamo le conseguenze.
Poco si è messa a fuoco la questione delle scorrettezze, del malgoverno, delle piccole e grandi illegalità, corruzioni, e soprattutto dei metodi nocivi di governare che hanno portato – nel territorio – a situazioni più o meno disastrose.

In piazza Madrice, ieri, sul palco, c’erano i rappresentanti di tutte le istituzioni. Sindaci, assessori, consiglieri comunali. C’erano le forze dell’ordine, con i loro vertici, tutti in bella vista.

Al di là delle parate e delle passerelle, visto il momento cruciale per il territorio e per Casteldaccia in particolare,  sarebbe ora di discutere e affrontare certe questioni pubblicamente. E finirla di tollerare tante, troppe, situazioni intollerabili, dove il metodo è quello di distogliere lo sguardo davanti alle ingiustizie e continuare a coltivare il proprio limitatissimo misero orticello.

Un atteggiamento che porta dritto alle collusioni, ai comitati d’affari e ad un contesto in cui i più forti spadroneggiano e i più deboli vengono definitivamente messi da parte, trascurati, spazzati via, salvo poi ricordarsene – con una borsa piena di promesse – a tempo di elezioni.

 La situazione è tanto grave che vale la pena avere coraggio e denunciare quello che non va. Affrontare la politica – realmente – come un servizio alla collettività e finirla di coltivare le tante minuscole fette di potere che fanno sentire tanto furbi e che invece rendono tanto ridicoli e dannosi.

Infine, sulla legalità e l’antimafia, occorre chiedersi una serie di cose.

Parecchi cittadini spesso, mi fanno presente – nell’ambito del mio ruolo di consigliere comunale – che non ha senso fare battaglie per la legalità perchè tanto qua non cambia niente, perchè tanto sono tutti d’accordo.
Ma tutti chi?
Cos’è di preciso questa “cappa” che avvertono in molti?

Mi piacerebbe che se ne parlasse pubblicamente, che si istituisse un tavolo di lavoro con tutte le istituzioni (commissariato di polizia, prefettura, compagnia dei carabinieri, consiglio comunale, giunta comunale) e i cittadini.

Perchè nel nostro comprensorio sembra non esserci mai controlli, perchè non c’è mai un’indagine seria sulla pubblica amministrazione?
Esiste un coordinamento tra le varie istituzioni presenti nel territorio (forze dell’ordine, prefetto, amministratori)?

Perchè, nel 2013, chi denuncia o si appella agli organi superiori, deve essere considerato sbirro mentre invece sta compiendo solo il proprio dovere, cosa che non fanno in molti?

Cosa ne pensano i cittadini?
Cosa ne pensano le istituzioni?
Se ci siete, battete un colpo.


Sguardo avanti

L’analisi del voto per le elezioni nazionali del 24 e 25 febbraio si affianca a quella per le elezioni regionali dello scorso ottobre. Due i dati da porre in evidenza: maggiore astensionismo e minor appoggio degli elettori alle vecchie strutture di potere. Il boom del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, al di là della sua valutazione politica, esprime senza dubbio un’insofferenza generalizzata verso la “vecchia” politica e una volontà, da parte della popolazione, a non affidarsi più alla vecchia classe dirigente che fin troppo ha deluso.

In politica hanno stufato le vecchie ricette e i vecchi “salvatori della patria”. E i cittadini, in un modo o nell’altro, cercano un nuovo modo di affrontare le questioni di pubblico interesse. Mal si sopporta il vecchio modo della delega in bianco, e tutto questo gran parlare di “partecipazione” e “cittadinanza attiva” nasce da un sentimento autentico e condiviso.

Per questo, a Casteldaccia, in vista delle elezioni comunali di maggio, si può pensare davvero di compiere il cambiamento.

Ci sono gli spazi e le possibilità.

Le elezioni di maggio prossimo hanno un’importanza decisiva per le sorti di questo territorio, perché esiste davvero la possibilità di rompere le righe e creare qualcosa di nuovo, e bello, e partecipato, e soprattutto più giusto.

Una giustizia che non può essere portata avanti da chi per anni e anni – lo dimostrano le carte – ha fatto gli interessi dei poteri forti, da chi ha creato una sorta di comitato d’affari, che fra cemento, consulenze, incarichi, appalti di vario genere, ha portato allo sfacelo di un territorio, seminando rancore e disillusione, spazzando via la coesione sociale e allontanando i cittadini dalla politica.

È stata l’attuale amministrazione a rendersi responsabile di tutte queste dinamiche, e il compito – per chi crede nella discontinuità – è quello di mettersi alle spalle gli egoismi, le divisioni, le piccole lotte di potere, e cercare di affrontare la campagna elettorale per le comunali con spirito di servizio verso tutta la collettività.

Di questo si tratta. È quasi un dovere, per noi che crediamo nella discontinuità. Bisogna avere bene chiaro in testa l’importanza del momento, la situazione storica, e la responsabilità sulle nostre spalle, una volta che abbiamo deciso di occuparci di politica attiva.

Invece di portare avanti le solite storie di clientelismo, spartizioni, pacchetti di voti, giochi di potere, riunioni ristrette e segrete, accordi più o meno chiari, perché non proviamo a guardare questa Casteldaccia con un occhio diverso, cercando di promuovere qualcosa di nuovo? (altro…)


Dal 3 marzo al via il Corso di formazione politico-amministrativo

Sarà presentato il 3 marzo, alle 17.30, presso i locali della Chiesetta in piazza Madrice a Casteldaccia, il primo “Corso di Formazione politico-amministrativo”, organizzato dal comitato civico Vivere Casteldaccia – Territori a confronto. All’evento parteciperanno, oltre agli organizzatori e a numerosi relatori, anche il giovane deputato regionale Fabrizio Ferrandelli.

Un’iniziativa organizzata da un gruppo composito di cittadini – che comprende professionisti, insegnanti, artisti, intellettuali, studenti – per permettere a chiunque di poter acquisire le competenze minime per una possibile attività politica e amministrativa.

Un incontro a settimana, dal 3 marzo fino al 21 aprile, ogni domenica pomeriggio dalle 17.30 presso i locali della Chiesetta in piazza Madrice, in cui si discuteranno e si chiariranno tutti i punti cruciali di ogni azione amministrativa locale. Ogni incontro prevede una relazione di esperti del settore, professionisti e addetti ai lavori e un secondo momento in cui si aprirà il dibattito aperto a tutti.

Un evento per orientarsi nell’attuale situazione storica, che vede la Sicilia attanagliata dalla fame di lavoro, sfiancata dalla massiccia emigrazione giovanile e l’angoscia e la disillusione crescente riguardo il futuro. Un momento in cui, più che mai, la classe politica siciliana ha bisogno di persone oneste e competenti per riuscire a uscire dall’attuale situazione.

La politica ha bisogno di forze nuove, facce pulite e persone perbene, che sappiano prendere in pugno una situazione oggettivamente disastrosa e imprimere – gradualmente, partendo dal basso – quei cambiamenti che tutti ormai chiedono.Partire dal basso è fondamentale. Dall’ambito locale, dal territorio che viviamo ogni giorno. Ma c’è bisogno di competenza, c’è bisogno di conoscere tutti gli strumenti normativi e procedurali, storicizzare e contestualizzare ogni problematica, per evitare che la futura classe politica non sia una massa di dilettanti allo sbaraglio. L’onestà e il buonsenso, infatti, non bastano per portare avanti le necessarie azioni di svecchiamento e modernizzazione di cui c’è assoluto bisogno.

Il Corso prevede incontri su: Struttura e Funzioni degli Enti Locali (10 marzo), Bilancio comunale (17 marzo), Coinres e partecipate (24 marzo), Prg e pianificazione territoriale (7 aprile), fondi Ue e programmazione (14 aprile), Beni confiscati e Legislazione Antimafia (21 aprile).

Tra i relatori: Silvia Coscienza (commissario liquidatore Coinres), Roberto Li Causi (dirigente Coinres), Salvatore Tosi, Santo Lo Piparo, Giuseppe Sanfilippo (esperti fondi Ue), Fara Pipia (avvocato, ex assessore bilancio Bagheria), Vittorio Fiasconaro (avvocato, ex Capo Ufficio Legale Bagheria), Francesco Fragale (segretario comunale Altavilla Milicia e Ventimiglia di Sicilia), Mariella De Nembo (Ufficio Tecnico Casteldaccia), prof. Gangemi (docente in materie urbanistiche), Calcedonio Li Pomi (Dottore commercialista, Consulente Enti Locali), Vito Lo Monaco (centro studi Pio La Torre), Fausto Amato (avvocato).

Il corso sarà gratuito e aperto a tutti. Tutti i cittadini interessati sono invitati a partecipare.

Per adesioni e info:

Lorenzo Canale – 360414142 – info@lorenzocanale.it
Nino Fricano – 3403704936 – antoninofricano@gmail.com
Piero Canale – 3284711502 – pietroscanale@alice.it
Giuseppe Piraino – 3275529810
Pietro Fiorentino – 3295481561
Maria Luisa Florio – 3208490297
Giuseppe Guttilla – 3296360561

 


Verde pubblico in via Ugo La Malfa: i punti critici

Gli alberi in via Ugo Da Malfa? Vengono trattati male e potrebbero essere curati meglio. Anzi, a dirla tutta, non sono gli alberi adatti per quell’utilizzo.
Lo scrive l’agronomo Stefano Panno in una sua breve relazione che ho il piacere di pubblicare sul mio blog:

Le piante oggetto della discussione, appartengono alla famiglia Anacardiaceae,  al genere Schinus L. ed alla specie Schinus molle, riconosciuta con il nome comune di Falso pepe. Trattasi di un albero sempreverde che può raggiungere un’altezza media anche di 8 – 10 metri.

Tale specie viene apprezzata e quindi utilizzata, soprattutto al sud Italia, come specie ornamentale per l’arredo urbano, poiché è caratterizzata da una ricca chioma tondeggiante e rami ricadenti, con foglie coriacee, di colore verde chiaro. Inoltre, la sua coltivazione nel bacino del Mediterraneo è caratterizzata da una fioritura estiva, con la produzione di fiori di colore bianco-giallastro riuniti in pannocchie pendenti, dai quali nel periodo autunnale, si originano piccole drupe di colore rosa-rossastro riunite a grappolo.

Considerata l’utilità di tali piante e note le loro esigenze eco-fisiologiche (piante eliofile) sarebbe auspicabile una gestione della chioma caratterizzata da interventi cesori annuali ordinari, mirati allo stesso tempo sia alla rimozione dei rami secchi e/o danneggiati, ma anche alla realizzazione di una chioma contraddistinta da varchi che consentono una idonea illuminazione ed aerazione all’interno della stessa, tali da consentire uno stato vegeto-sanitario ottimale.

Per tali ragioni la gestione della chioma recentemente effettuata dagli operai comunali risulta inadeguata sia dal punto di vista estetico (con risvolti negativi per quanto riguarda l’arredo verde di Via Ugo La Malfa), che da quello agronomico (a causa di tagli che hanno causato ferite di notevole entità, sottoponendo le piante ad un elevato stress fisiologico e ad un rischio fitosanitario).

Inoltre, in questo contesto, corre l’obbligo di precisare che, nonostante il Falso pepe sia una pianta correntemente utilizzata per l’arredo urbano, per le caratteristiche architetturali proprie dell’apparato radicale (accrescimento plagiotropo), è più correttamente da definirsi una pianta da prato, e quindi sarebbe auspicabile utilizzarla per l’arredo di parchi e giardini e non per l’alberatura dei viali, per evitare l’invasione della sede stradale e/o il danneggiamento dei marciapiedi.

A tal proposito si consiglia nel prossimo futuro, per la realizzazione di viali alberati e zone ombreggiate, la piantumazione di specie sempreverdi con apparati radicali dotati di accrescimento tendenzialmente ortotropo.

Considerati i numerosi aspetti di ordine estetico tecnico e scientifico, sarebbe felice l’utilizzo di specie appartenenti alla flora mediterranea, che si prestano nel nostro ambiente alla coltivazione con input energetici ridotti (bassa esigenza idrica, facile ed economica gestione della chioma e ridotte esigenze nutrizionali). Pertanto, è consigliabile a tale scopo, l’impiego di alcune seguenti specie:

–     Alberi: Agrumi (Citrus spp.), Olivo (O. europea L.), Mimosa (Acacia dealbata), Carrubo (Ceratonia siliqua), Melograno (Punica granatum), etc…

–     Arbusti: Ginestra (Spartium junceum), Alloro (Laurus nobilis), Sparzio spinoso (Calicotome spinosa), Palma nana (Chamerops humilis), Cicas (Cicas revoluta), Fico d’India (Opuntia ficus indica), etc…

–     Siepi: Rosmarino (Rosmarinus officinalis), Lavanda (Lavandula spica), Alloro (Laurus nobilis), Camedrio femmina (Teucrium fruticans), Camedrio doppio (Teucrium flavum), Oleandro (Nerium oleander), etc.

 


Mafia e antimafia oggi

Oggi alle 17.30 al centro diurno il Consiglio Comunale di Casteldaccia si riunirà per discutere l’adesione del Comune alla riedizione, in occasione del suo trentennale, della marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia, che si terrà mercoledì 26 febbraio. Interverrà Vito Lo Monaco, casteldaccese, fondatore del centro studi Pio La Torre, tra gli attivisti di spicco del movimento antimafia dell’83. Sarà proiettato un video sull’iniziativa, curato dal centro Pio La Torre, e si porterà avanti un dibattito su Cosa Nostra, la mafia e l’antimafia negli ultimi trent’anni.
Mercoledì 20 febbraio, alle 16.00, nei locali della Chiesetta, si terrà l’incontro pubblico “In marcia da trent’anni: riflessioni su mafia e antimafia”, organizzato dal centro studi Pio La Torre, il comitato Vivere Casteldaccia e la Fidapa di Casteldaccia. Interverranno Don Cosimo Scordato e Vito Lo Monaco (Leggi l’articolo di Vito Lo Monaco e l’intervista a Padre Michele Stabile).
Domenica 24 febbraio, alle ore 18.30, presso “L’arsenale delle apparizioni” in via Lungarini, ci sarà un incontro con Vito Lo Monaco e Giorgio D’amato, autore del libro “L’estate che sparavano”.

La marcia partirà martedì 26 febbraio alle ore 9.30 dalle scuole Cirincione a Bagheria.
Alle ore 21.00, presso la chiesa Madre di Casteldaccia, si terrà un concerto per arpa di Rosellina Guzzo con Sand Designer di Stefania Bruno

Penso sia gusto e doveroso commemorare un tale evento, importante per la nostra storia, per il nostro passato, presente e futuro, ma bisogna dire che sono veramente poche le occasioni pubbliche in cui è possibile discutere certe tematiche e fare un’analisi di Cosa Nostra nell’attualità e nel territorio. Cosa si intende adesso per mafia, mentalità mafiosa ed atteggiamento mafioso.

Perché chi opera nel territorio lo sa. E spesso è difficile pure ammetterlo. Da anni sono in atto dinamiche insidiose e pericolosissime. Cosa Nostra è sempre più invisibile, sempre più nascosta, ma la sua presenza – o anche soltanto il suo imprimatur, il suo metodo d’operare – si estende sempre di più in tutti i campi della società.
Cosa Nostra si infiltra nella politica, nella pubblica amministrazione e negli uffici tecnici. (altro…)


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