Politica e Cittadinanza Attiva a Casteldaccia

Cosa abbiamo fatto noi tutti, nessuno escluso, per il cambiamento?

Nell’occasione di fare a tutti i miei più sentiti auguri di buona Pasqua e buone feste, invito tutti – dato il momento storico particolare – a fare una riflessione da sviluppare poi nel periodo successivo alle festività pasquali.
La riflessione riguarda la vera natura del concetto di CAMBIAMENTO e DISCONTINUITà.
Chiedo a tutti coloro che si spendono nel commentare ed esprimere opinioni – su Facebook o faccia a faccia – di spiegare bene cosa intendono per CAMBIAMENTO e DISCONTINUITà.
Cosa bisognerebbe fare per cambiare un territorio come quello di Casteldacci? Ci vuole una rivoluzione? Ci vogliono soluzioni drastiche? Come si porta avanti concretamente il cambiamento?

Invece di giocare al massacro, criticare ogni iniziativa e fare tutti i verginelli duri e puri, pronti a bacchettare chiunque si esponga in prima persona nell’organizzare attività o nel denunciare fatti di dubbia natura, non sarebbe meglio spiegare ciascuno la propria idea di cambiamento?
COSA SI è FATTO, OGNUNO DI NOI, PER IL CAMBIAMENTO?

Invito tutti ad individuare, nel dettaglio, COSA C’è CHE NON VA in questo territorio. Le cattive abitudini che sarebbe meglio lasciarsi alle spalle. Ci sono responsabilità per chi ha amministrato? E – direi – bisognerebbe esprimersi pure sugli eventuali sbagli e malefatte compiute dalle singole persone e sull’eventualità che queste siano riconosciute e sanzionate.

È bello criticare sempre, fare i bastian contrari. È molto comodo. Ma invito tutti a mettersi una mano sulla coscienza, prima di sparare a zero. Cosa si è fatto in questi anni per opporsi a ciò che si vuole cambiare? Quanto ci si è opposti, e in che modo, contro un sistema che fa acqua da tutte le parti, pieno di falle e zone d’ombra, in cui proliferano incontrollate ogni sorta di prepotenze, scorrettezze e piccole e grandi illegalità?
Quanto si è investito in prima persona per il cambiamento? Quanto ci si è esposti? Quanti si è rischiato?

L’esame di coscienza dovrebbero farlo tutti. La classe politica, gli imprenditori, le forze dell’ordine, i dipendenti pubblici, i professionisti, gli intellettuali, i CITTADINI nel loro complesso.

Perché ora è tutto un urlare che BISOGNA CAMBIARE, che ci vogliono persone di spessore, che hanno coraggio, competenza, cultura, umanità, onestà. Ma ci si chiede: dov’erano queste anime candide quando c’era da protestare, da intervenire, da indignarsi per tutte le vergogne che hanno mortificato – anno dopo anno – questo territorio?

Ora si cerca il Salvatore. Ma in politica non si fa NIENTE DI BUONO se non partecipano tutti, ognuno con le proprie competenze, ognuno dedicando – in maniera costante e non soltanto in campagna elettorale – un pezzettino del proprio tempo per il bene comune.


L’arredo urbano che manca

C’è solo un cestino per la spazzatura in tutta piazza centrale del paese, la piazza del Castello dei duchi di Salaparuta e della Chiesa Madre.
Ma è solo il dato più evidente. Gravi carenze si registrano in tutti gli spazi del territorio comunale, dove l’arredo urbano scarseggia, o versa in condizioni di totale incuria e abbandono.
Possibile che in questo Comune il decoro urbano sia così poco preso in considerazione? (altro…)


Orestano Cutelli, che stanno combinando?

Continuano i disagi nel quartiere Orestano Cutelli. I lavori riguardanti via Marco Polo e via Umberto Nobile procedono con modalità e condizioni che stanno provocando proteste e lamentele da parte dei cittadini che vi risiedono.

I lavori procedono a singhiozzo e le strade restano dissestate per settimane e settimane. In via Umberto Nobile, davanti al panificio, come in tutte le zone coinvolte dagli scavi, sembrano essere depositati sfabbricidi, ovvero materiale di risulta di precedenti scavi e demolizioni.

Così come ho fatto nell’ultimo consiglio, senza ottenere risposta, chiedo all’Amministrazione delucidazioni sull’andamento di questi lavori. Se tutto sia regolare. Se vengono rispettate le norme di sicurezza. Chi è il direttore dei lavori e la responsabilità tecnica di ciò che accade nel cantiere.

Chiedo di fare chiarezza all’Amministrazione, all’assessore ai lavori pubblici – se ancora esiste a Casteldaccia – o al limite all’assessore ai rapporti con il consiglio comunale Vincenzo Accurso, sperando che questi non interpreti le mie richieste precise su fatti precisi come un attacco personale. (altro…)


Coinres e partecipate, il video (Corso di Formazione Politico-Amministrativa)

 

Sintesi e documenti dell’incontro


“Potere come servizio”?

Il vero potere è il servizio per i più deboli. Fanno rabbrividire le parole di Papa Francesco davanti ai potenti del mondo, specie da quest’angolino di mondo che è Casteldaccia.

Le parole del Papa fanno riflettere sull’essenza del potere, su cosa significhi gestire il potere in una situazione generalizzata di crisi e necessità. Le sue parole sono una chiamata alla responsabilità.

Argomento di scottante attualità anche nel nostro piccolo.

A Casteldaccia, dove è cominciata la prima campagna elettorale della storia che vede anche la nuova presenza dei social network – Facebook prima di tutto – e di questo sottofondo martellante di link, articoli, opinioni, commenti, dialoghi e liti sul web.

Cosa cambia? Cambia che in questo modo chiunque ha la possibilità di rendere pubblica la propria opinione, che chiunque ha lo spazio per esprimersi.

Una cosa nuova per Casteldaccia, dove chi ha amministrato negli ultimi cinque anni non è abituato a questa libertà d’opinione, o perlomeno: alla sua possibilità.

Con Facebook e la rete – se solo si vuole – si possono pubblicare documenti con pochissima fatica, spiegare le vicende, portare il dibattito pubblico cento passi in avanti, all’insegna della trasparenza.

Nel mio blog ho sempre parlato di fatti concreti. Tutte le vicende sono illustrate con il supporto di tutto il materiale informativo possibile. Nessuno finora ha controbattuto sui singoli fatti. I critici e gli avversari mi hanno solo attaccato personalmente, non avendo l’onestà intellettuale di parlare di fatti, e anzi: raccontando bugie, facendo squallide insinuazioni per le quali il sottoscritto ha preso i doverosi provvedimenti presso le sedi opportune. 

Ora è cominciata la campagna elettorale e già mi accusano di sputare veleno o di attaccare le persone, come il candidato a sindaco Fabio Spatafora.

Ma le mie critiche sono state, sono e resteranno critiche politiche. Sui fatti.

Sui fatti sono basati i miei commenti, come quello di ieri su Facebook:

Il candidato a sindaco Fabio Spatafora e l’attuale Amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Di Giacinto sono LA STESSA COSA.
Il consigliere Spatafora ha sempre condiviso tutta la linea dell’Amministrazione e – se eletto – continuerà a fare LE STESSE COSE.
Nei prossimi giorni ripubblicherò i resoconti di tutte le vicende nel quale l’Amministrazione – e quindi anche il consigliere Spatafora – è stata coinvolta, tutte le delibere e i documenti ufficiali.
Invito il candidato a sindaco a fare altrettanto: a far sapere a tutti COSA HA FATTO PER CASTELDACCIA. (altro…)


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